truc1ALDO TRUCCO nasce il 2 agosto 1913 a Diano Borello (frazione Borganzo). All’età di due anni rimane orfano di padre. La sua passione per l’arte nasce già sui banchi di scuola (ha frequentato fino alla settima) ed è apprezzata dai suoi insegnanti; un maestro, riferendosi agli schizzi con cui Aldo soleva ornare i suoi quaderni, dirà alla scolaresca:- Lui solo può permetterselo! Così incoraggiato, frequenta per alcuni anni e con successo le lezioni del rev. Padre Raffaele Biehler, ad Andora, affinando la tecnica pittorica con l’esempio dei grandi maestri del passato. Nel dopoguerra la vita lo porta necessariamente ad occuparsi dei problemi quotidiani. Si sposa, ma ben presto perde la prima moglie che ha appena partorito il figlio primogenito; si risposa con la sorella di lei da cui avrà un secondo figlio e due gemelle. Aldo metterà tutte le capacità a disposizione della famiglia che sosterrà sia col lavoro (passando dall’attività di contadino a quella di piastrellista) sia con la cura dell’abitazione di Borello che amplierà e restaurerà con gusto. Soltanto da pensionato troverà il tempo e la tranquillità necessari per realizzare opere pittoriche fresche, originali e di buon gusto che raccoglierà per due eventi: una prima mostra, nel 1994, nel Palazzo del Parco di Diano Marina, realizzata con la supervisione del critico d’arte Rodolfo Falchi e dalla signora Falchi, e una seconda, nel 2006, nel Centro Sociale di Diano Borello. Aldo non si limita però a dipingere. Buon intagliatore del legno, in particolare quello d’ulivo, realizza curiosi oggetti di valore artigianale. Negli ultimi anni il suo carattere riflessivo e sognatore lo porta a cimentarsi in testi narrativi che gli varranno alcuni importanti riconoscimenti nel concorso letterario dialettale Scurlüssue e Cicciubelle, indetto dal Comune di Diano Arentino. Nel 2003 pubblica il libro Briciole, un insieme di ricordi, esperienze personali e riflessioni sul passato locale. Nel 2008 pubblica una prima raccolta di poesie in italiano, scritte spesso di getto, negli ultimi decenni. Nel 2009 si presenta ai lettori con una seconda antologia che riunisce molte sue poesie scritte in un dialetto personale (con testo italiano a fronte), filastrocche e nenie tratte dalla tradizione locale (alcune personalmente adattate), e un racconto, Pipetta, che farà sognare grandi e piccini.

 

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