lagorio controcantoOre 14,30 Ultim’ora di Televideo – domenica 17 luglio 2005: È morta la scrittrice Gina Lagorio a Milano. La notizia è stata resa nota dal suo editore storico Garzanti, a cui la Lagorio aveva consegnato poche settimane fa il suo ultimo libro Capita. Il suo romanzo più recente pubblicato è Tra le mura stellate. Nata a Bra, nelle sue opere emergono paesaggi della sua terra. Il suo stile risente del fascino di scrittori come Pavese, Fenoglio, Barile, Sbarbaro. I funerali, martedì, saranno celebrati da don Ciotti a Milano, nella basilica di Santa Maria della Passione.Che avesse problemi di salute si sapeva da tempo, ma tanta era l’energia, tanta la vitalità, tanta la passione che trasparivano dal suo modo essere e dai suoi scritti che sembrava che lei dovesse averla vinta, sempre, contro tutto anche contro la morte. E invece no, anche Gina Lagorio ha dovuto cedere, Aveva 83 anni, era nata a Bra ma il suo paese di elezione dove tornava spesso per ricaricarsi era Cherasco. Forse Tra le mura stellate è stato il suo ultimo romanzo, ma numerose sono state le opere di saggistica date alle stampe in questi ultimi anni. Abbastanza spesso apparivano suoi articoli con i quali esprimeva la sua passione civile che mai è venuta meno. Per chi scrive qui fare queste precisazioni non è un esercizio di pignoleria ma la maniera per contenere una vera commozione, inevitabile. Così come il raccontare qualcosa degli incontri avuti con la scrittrice al tempo del libro Il controcanto della memoria, edito nel 1995 dal Centro Editoriale Imperiese. Si pubblicavano all’epoca libri di una collana intitolata Laboratorium: poche pagine, punto metallico, belle la carta e la copertina. Il proposito era raccogliere in uno di questi piccoli libri un’intervista a Gina Lagorio, la quale fu avvicinata, nel 1993, in un incontro della Fidapa, allora presidente Lucia Ghidoni. Ma l’intervista si ampliò talmente che divenne necessario progettare un libro in piena regola: 144 pagine straordinariamente dense di contenuti biografici. Era estate, la scrittrice accolse l’intervistatrice – che si era impegnata a leggere tutti (proprio tutti!) i suoi scritti, e lo fece davvero – nella sua casa di Varigotti, per alcune sedute al registratore. Il racconto era appassionante e spaziava in ogni direzione tra epoche diverse, eventi, personaggi, tra ricordi dolci e tristissimi, conquiste e delusioni, in un turbinio della memoria. Fu in uno di quegli incontri che Gina Lagorio, la donna ancora bella e ammirata, piena di gioia di vivere, che arrivava al tavolo a registrare i ricordi dopo il bagno in mare (la sua casa di Varigotti era sulla spiaggia) dichiarò di comunicare ad una estranea come me per la prima volta la nascita: il 1922. Il giorno era il 6 gennaio, l’Epifania. Questo perché rendeva conto che l’intervista stava diventando una biografia vera e propria, alla quale poi furono aggiunte altre notizie dettagliate sull’intera attività e documentazione fotografica inedita. Fu piuttosto laborioso ordinare il materiale, ma Gina Lagorio seguì ogni particolare. All’epoca si occupava delle ricerche storiche sul Savoia che sarebbe diventato il protagonista del suo romanzo Il Bastardo. Quando il libro del Centro Editoriale Imperiese fu stampato e arrivò tra le sue mani, lei si dichiarò davvero soddisfatta anche perché il marito, l’editore di lungo corso Livio Garzanti, l’aveva apprezzato e lodato. Unico minuscolo suo appunto: sulla copertina, anziché la colomba, avrebbe preferito il gabbiano per sottolineare il suo amore per il mare. Il libro Gina Lagorio. Il controcanto della memoria fu inviato ad una serie di critici e testate giornalistiche importanti; l’unico riscontro significativo fu quello di mons. Ravasi su L’Avvenire. Il cammino del libro, dal punto di vista pratico, fu breve e fatto in sordina; continuò invece il rapporto tra chi l’aveva redatto e la scrittrice, che ha sempre amato Oneglia e la sua riviera per gli antichi legami familiari di Emilio Lagorio, padre delle sue figlie. Gina Lagorio per alcuni anni accettò di essere presidente della giuria del concorso letterario La memoria del mare; fu presente anche a una premiazione nella sede della Provincia dove tenne la scena in un modo grandioso. La scrittrice aveva mille interessi ma la politica, alla quale si era dedicata anche in prima persona – eletta alla Camera in una legislatura – la coinvolgeva più che mai. In ogni occasione in cui potevo sentirla al telefono (per i ringraziamenti, ad esempio, dei suoi romanzi con dedica che puntualmente inviava) si finiva su quel tasto dolente. E l’affinità era totale. Si è spenta ora una voce che non aveva timore ad esprimere le sue idee, a denunciare, da osservatrice acuta, intelligente, ricca di esperienza e di sensibilità umana quale era, un certo degrado morale, sociale, culturale che vedeva crescere attorno a sé. (2005)

 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi