Secondo il viaggiatore Chatwin, le popolazioni primitive dell’emisfero australe utilizzavano fonemi così lunghi che, per essere espressi, andavano cantati… La voce è uno strumento gratuito che tutti possiedono, un suono a cui si legano svariate informazioni. Queste sono al servizio della comunicazione tra individui e presuppongono una emissione, una ricezione e un riconoscimento dei messaggi sonori. La parola stessa è un messaggio sonoro servendosi di molteplici altezze intonative. Gli ipoacustici non percepiscono il sonoro ma riproducono per imitazione i movimenti delle labbra e della lingua. La voce umana è un efficace strumento di guarigione. La più lieve emissione massaggia il tessuto muscolare e lo fa vibrare dall’interno. Ogni movimento del corpo influisce sul modo in cui inspiriamo ed espiriamo e quindi ha impatto sulla voce. La base da cui parte la voce è il respiro. In molte religioni respiro significa spirito. In ebraico ruacb indica non solo lo spirito della genesi sospeso sulla Terra ma il respiro di Dio. Il canto svolge una funzione di privilegio in tutte le religioni del mondo. La parola voce (voice, voix) deriva dalla vox latina. Parole come vocalico, vocale, invocare (vocal, wowel, invoke) condividono la stessa radice: vocazione, una parola collegata alle precedenti proviene da vocare = chiamare, un richiamo musicale o almeno ritmico. Alla nascita un grido segna l’inizio della vita, tramite la voce il bimbo si rapporta col mondo. Con il primo ghe di soddisfazione dopo ohh e ahh acquisisce la prima consonante da ma a ba e da ga; dalle corde vocali passano da 3 a 5,5 millimetri quando ha un anno. Da adolescente saranno lunghe 10 millimetri. Anche la respirazione muta con l’età. A causa della piccolissima apertura della laringe un bimbo deve respirare quasi 100 volte al minuto contro i 30 o 40 dell’adolescenza. La sua voce sarà più ricca nella misura in cui maggiore sarà l’esposizione alla musica, alla poesia e alla lettura; nel maschio la crescita è strettamente connessa alla mutazione della voce. Il processo coinvolge la donna in età molto matura e non sempre. Col suono della nostra voce e la sensazione delle nostre azioni lasciamo una nota, un’impressione che si può ricordare a lungo, dopo che il nostro messaggio è stato dimenticato. Appoggiando le mani su diverse parti del corpo possiamo sentire la nostra voce. I suoni alti nella calotta cranica, le note medie nella clavicola, le note basse nell’addome. L’humming, molto praticato dai cantoterapeuti americani ti mette in contatto con le parti del corpo rilassandoti; una nota o un breve motivo a labbra chiuse costituisce una forma tranquilla di vocalizzo soprattutto atta a curare disturbi delle corde vocali. Spesso gli insegnanti di canto e gli insegnanti in generale, laddove vi è un uso eccessivo della voce, possono sviluppare noduli, pieghe, lesioni e pieghe anomale nella gola e nella laringe. L’uso dell’humming con la consonante m ha effetti ottimali. Secondo la dott.ssa Gregg, presidente statunitense dell’associazione nazionale insegnanti di canto, la laringe riesce a guarirsi da sola quando si elimina l’eccessiva pressione e si usa una lieve vibrazione come tecnica curativa. L’importante è conoscere bene intuitivamente come posizionare il suono. Ci sono canali naturali di energia del nostro corpo, se li riconosciamo, imparando a fluire con loro, ci manterranno sani. Comunque canto, yodel, humming, recitazione, parlare aiutano. Nulla può competere con la vocalizzazione. Vocalizzare ossigena il corpo, rilassa i muscoli e stimola il flusso di energia. Quando i vocalizzi sono eseguiti da una voce ricca di timbro massaggiano e armonizzano l’intero corpo. Mozart canticchiava mentre componeva. Ciò lo rilassava e gli infondeva un generale stato di benessere. Paul Moses ha introdotto alcune delle grandi innovazioni nella terapia della voce. Considerava la voce come l’espressione primaria dell’individualità e credeva che, analizzandola, si potessero curare schemi nevrotici, attraverso l’osservazione della tonalità, l’inflessione, l’intensità (questo si può confrontare anche con l’analisi calligrafica, ad esempio), si offrono chiare indicazioni della storia di una persona. Le dinamiche vocali riflettono attendibilmente le dinamiche psichiche, ogni emozione ha la sua espressione vocale. Nella tonalità e nel respiro di ogni persona risiede la chiave per carpirne il temperamento e diagnosticare molti tipi di disturbi fisici e psicologici Ascoltando il ritmo della voce, la forza, la quantità di respiro trattenuta, i suoni vocalici emessi e in quale registro, danno un quadro preciso sulla personalità e sulla salute generale di un individuo. Nel suo libro The singing cure Paul Newham, fondatore dell’associazione internazionale per la terapia vocale e motoria, esamina le differenze terapeutiche fra parlare e cantare. Mentre Freud ha inaugurato la cura del parlare in cui si offriva una via maestra alla mente inconscia, Newham sostiene che la voce cantante offre un accesso più diretto all’inconscio. «L’obiettivo della psicanalisi è disattivare il controllo dominante del conscio, in particolare del super-io, per vedere quello che affiora dall’inconscio… Freud lo ha fatto attraverso il linguaggio, la libera associazione. Io penso che eliminare la verbalità stessa e permettere alla voce di esprimersi direttamente attraverso il canto sia un passo avanti».


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