A tavola non s’invecchia

di Anna Isoldi Formichi

Prefazione di Jader Jacobelli

Copertina e illustrazioni all’interno di Mara Bocchetti

8,00

[ 1998 - 90 pagine ]

INTRODUZIONE È un po’ paradossale che a presentare questo bel libretto gastronomo sia uno come me che non sa cuocersi un uovo e che – ancora peggio – è ormai obbligato a una stretta dieta. Ma forse proprio queste incompetenze che deporrebbero contro il mio ruolo di presentatore sono quelle che me lo hanno fatto lietamente accettare. Infatti proprio perché in cucina sono uno zero, vorrei imparare qualcosa in zona Cesarini, come sono definiti in gergo gli ultimi minuti di una partita di calcio.
E proprio perché non posso più mangiare a volontà lasciate che mi appaghi leggendo buone ricette. Le leggo, assaporo i piatti con la memoria e con un po’ di fantasia, e digerisco bene. Del resto, con Internet, tutto sta divenendo virtuale, anche la gastronomia. Ma l’idea vincente di questo libretto è stata quella di alternare ricette e racconti che si riferiscono ad esse, grazie a spunti qualche volta storici, e qualche altra immaginati. Non conoscevo Anna Isoldi come narratrice, ma vedo che se la cava bene come in cucina, dove invece mi era nota. Il fatto poi che le ricette privilegino la cucina ligure, che è una delle più tipiche, ma anche, se si esclude il pesto, delle meno diffuse, averle raccolte è un contributo molto apprezzabile per la difesa dell’identità regionale anche in campo gastronomico. Quel federalismo che in politica sembra tanto difficile da realizzare, in cucina non ha oppositori. Ma sul titolo del libro ho invece qualcosa da ridire. È vero che a tavola non s’invecchia, ma se nessuno s’alza, mangia soltanto chi è già seduto. E i giovani quando mangeranno? Questo è il problema, non shakespeariano, ma forse ancora più serio. (Jader Jacobelli, 1998)

PRESENTAZIONE Forse qualcuno ricorderà il bel film Il pranzo di Babette, del regista danese Gabriel Axel, ambientato nel freddo e grigio inverno nordico, che sembra influenzare anche il carattere dei personaggi. Ma, durante la favolosa cena preparata dalla parigina Babette, gli anziani commensali, dapprima arcigni e silenziosi, mano a mano che assaggiano i cibi succulenti e i preziosi vini di annata, si rianimano, sorridono, diventano gentili e loquaci. Il gusto appagato ha sparso su di loro la polvere magica del piacere conviviale. Le ricette che vi proponiamo non sono però di grandi chef parigini, ma di alcune amiche, brave in cucina e disponibili, che hanno realizzato piatti già tante volte preparati in famiglia durante gli incontri Oggi cucino io… organizzati nel Centro sociale per anziani “L’Arcobaleno”. Gli incontri si concludono, naturalmente, con la consumazione del piatto preparato. A volte le porzioni sono piccolissime, ma l’importante è ritrovarsi, trascorrere insieme un momento di serenità, reso ancora più piacevole dalla buona cucina. (Anna Isoldi)

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