Checco, lo stipettaio

di Nerina Neri Battistin

In copertina, il coro del Duomo di Belluno

Fotografie di Fabio Neri e Barbara Bortot

10,00

[ 2005 - 184 pagine ]

Il libro racconta la vita di una cittadina veneta, Belluno, dalla seconda metà dell’800 ai primi del ‘900, attraverso le vicende di un artigiano-artista, Francesco detto Checco, bisnonno materno dell’autrice. Checco ha una spiccata attitudine per il disegno, ama la natura che lo circonda; la valle del Piave, i pascoli, i boschi, le montagne gli offrono le immagini che riprodurrà con estro e creatività nelle sue opere di stipettaio, destinate a sopravvivere nel tempo, come il bellissimo coro ligneo del Duomo, altari, arredi sacri… Dopo il diploma va a bottega, ma già a ventun anni ha un’attività in proprio, che prospererà negli anni, diventando sempre più apprezzata. Sposa Lucia, di famiglia contadina, ma diplomata maestra, che insegna in un paesino a 800 metri d’altezza, sperduto e povero, ma ricco di bambini e continuerà ad insegnare anche dopo le tre gravidanze, perché ama i suoi scolari e vuole aiutarli come può. La morte di Lucia per tubercolosi nel 1889 piomba Checco in un dolore così grande da trasformarlo e da fargli trascurare i figli. A poco a poco Checco si risolleva, riprende gusto al lavoro, si prende cura dei figli, si risposa con Giustina, dama di compagnia di una famiglia nobile, che condivide con lui l’amore per la natura e per lo sport; fanno insieme lunghe camminate e nuotate nelle conche verdi dei fiumi. Nascono altri tre figli, Guido, Paolina (che porta il nome di una sorella di Checco morta giovane) e Francesca, chiamata Fanny. Le figlie femmine diventano tutte e tre maestre, il figlio di primo letto, Emilio, lavora con il padre. Il libro si chiude con la nascita di Lucia, figlia di Emilio e di Angela, che sarà la mamma di Nerina. Il nonno Checco ha 55 anni. Un secondo livello di lettura può essere l’approfondimento psicologico dei personaggi, il cui carattere si delinea via via con chiarezza. Checco è sensibile, sognatore, creativo, intraprendente; è anche attento ai bisogni dei suoi operai, giusto e generoso. Mamma Rosa è una donna intelligente, la vera colonna su cui poggia tutta la famiglia, attenta ai bisogni dei familiari, ma anche dei più poveri che assiste con generosità, forte nel dolore, pratica, capace di capire che il coltello dalla parte del manico lo hanno sempre i potenti, egoisti e indifferenti verso chi ha bisogno. Lucia, la prima moglie di Checco, con dolce fermezza si prodiga per la famiglia e per i suoi scolari in modo ammirevole, fino a sacrificare la salute e infine la vita. C’è poi il livello di lettura sociale e politico. Belluno fa parte dell’impero austro-ungarico fino al 1866, quando il Veneto viene annesso al regno d’Italia. È molto evidente la differenza fra le classi sociali: nobiltà, borghesia, operai, contadini, i più poveri e trascurati, ammalati spesso di tubercolosi e di pellagra. Dopo l’annessione, la politica dei Savoia si evolve in senso militarista e burocratico, senza che le condizioni economiche di operai e contadini migliorino, anche se serpeggiano le idee socialiste.

(Anna Isoldi)

 

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