Come ombre sull’acqua

di Michele Panizzi

Disegno di copertina di Rita Ferraro

18,00

[ 2016 - 292 pagine ]

Nel romanzo di Michele Panizzi si racconta la storia parallela di due ragazze vicine nel tempo e lontane nella geografia. Affascinata dalle immagini patinate e ammiccanti di donne famose, Miryam sogna di fuggire dalla vita priva di orizzonti d’un paese di provincia; Viky invece, suo malgrado, deve fuggire da Buenos Aires dove il terrore e la morte in qualsiasi momento possono bussare alla sua porta. Due storie permeate da atmosfere e ritmi profondamente diversi.

INCONTRO CON MIRYAM Non avrebbe mai dimenticato quel tardo pomeriggio di fine settembre. Seduta su una poltroncina in vimini, tutta sola sul terrazzino di casa sua, si sentiva addosso una sgradevole sensazione d’appiccicaticcio. In mano un rotocalco con foto di donne famose. Era oppressa da un soffocante pensiero che non riusciva a scacciare: fra una decina di giorni sarebbe cominciata la scuola e in quell’anno avrebbe dovuto affrontare gli esami di terza media. Appoggiò il giornale sul tavolino, anche quello in vimini. Attratta dal chiassoso garrire di rondini, alzò stancamente la testa. Il sole era prossimo al tramonto e se ne percepiva la presenza dietro a nubi grigiastre. In quel grigio si stagliava la nera formazione a triangolo di quegli uccelli che si stavano preparando alla partenza per paesi lontani, di cui lei conosceva a malapena il nome. Le sfuggì l’ennesimo lungo sospiro di quel giorno pieno di sogni e progetti che sapeva irrealizzabili. Avesse avuto anche lei le ali, già da tempo li avrebbe seguiti! Da quel dì avrebbe lasciato lo squallido paesino, in cui si sentiva inutile, sprecata, incompresa, prigioniera senza colpe, bella senza belli che l’apprezzano, sola perché troppo stupidi quelli della sua età e troppo piccola per gli altri. Poi il solito tremore che faceva vibrare i bicchieri sul tavolino. Balzò in piedi e si appoggiò alla ringhiera, per vedere la gente dietro i finestrini del treno che passava. Giocava a indovinare i pensieri, la meta, l’umore e i possibili legami affettivi che gli spazi ridotti e la continua e forzata frequentazione sicuramente generavano. Il treno andava a Napoli. Dieci minuti dopo, sarebbe passato quello per Roma. Sulla terza carrozza riconobbe l’uomo col cappello grigio a larga tesa. Aveva un giornale sotto braccio e come sempre era presso la porta, già pronto a scendere. Due giovani, lei bionda lui moro, affacciati allo stesso finestrino, senza però guardare fuori. Sulla carrozza successiva c’erano le due ragazze con i libri sotto braccio, anche loro pronte a scendere…

DELLO STESSO AUTORE Dio, quanto ti amavo! – Cei, 2015

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