Dal vivo

di Roberto Masuello

Grafica di copertina di Stefania Milesi

10,00

[ 1997 - 138 pagine ]

Per quanto riguarda la struttura dei racconti, quelli pari fanno parte di un lavoro unitario, in cui un gran numero di personaggi danzano leggeri sul filo dei legami con M., il trait-d’union, testimone ora passivo ora attivo dei movimenti giovanili degli anni Sessanta e Settanta (cioè politica, musica, “controcultura”, spiritualismo semplificato, ecc.) e che li percorre diretto all’incontro con una rivoluzione religiosa pacifica e planetaria, ovvero questa gli viene incontro maestosa, su accordi improvvisati o attraverso vie impraticate. Sia i personaggi che i movimenti esistono realmente, sotto altro nome: esiste la Legge, e tutto il resto. I racconti dispari sono invece frutto di fantasia, a volte proiettata nel passato altre nel futuro, oppure dentro la realtà sottostante, o fuori. Il tempo va e viene. Spesso i personaggi sono strani, estranei, diversi o ai margini, come si usa dire. Lo stile è naïf: scarno o ridondante, contorto e gergale, pieno di neologismi e non esente da errori. Si è cercato di parafrasare l’esistente, dal vivo – coi rumori di fondo e tutto. Momenti che hanno visto bruciare illusioni e nascerne altre, in una visione secondo cui siamo cellule di un organismo, inconsapevoli dell’avanzare insieme, umanamente, storicamente, amorevolmente. Così come siamo, dal vivo. (R.M.)

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