Diciotto ore di pensieri

di Paolo Gorlero

10,00

[ 2014 - 132 pagine ]

L’amore è dare forma e voce ai propri sogni, per vederli poi germogliare nel piacevole gusto di un istante, anche se leggero, coccolati dalla dolcezza del vento che dal mare ci spinge fino su, alla cima delle colline, dove sul calore freddo della pietra più antica ci sediamo ad osservare il mondo che ci circonda, nella certezza che tutto questo amore, un domani, sarà vivo negli occhi dei nostri figli.

UNA PAGINA Non mi chiedere il perché di questo mio scrivere, ho paura di trovare un senso che non sento appartenere alla mia anima e al mio curioso modo di essere. Scrivo con addosso la netta sensazione di essere assolutamente normale e di non trovarmi proprio così fuori dalla realtà. Ho voglia di raccontarti in questo modo la mia esperienza, durata quasi sette anni. Una realtà che tanto ha catturato il mio pensiero da renderlo leggero, vitale, penetrante e forse banalmente sincero. Fedele al cuore che ogni giorno in quel maledetto, fottuto, dolce, amante luogo è cresciuto, ha toccato, ha posseduto il dono della conoscenza di quella che potrebbe essere, e forse è, la realtà. Il mondo dai colori perduti. Delle sensazioni mancate. Dei volti che hanno un numero e di me che ho imparato ad amare chi sono. La mia credibilità, la mia pazienza, il mio amore e anche il mio perdono. Possono sembrare le assurde parole di un matto, angosciato dalla sua pesante precarietà. Frustrato da quel sottile ed infrangibile vetro, dal quale osserva con scrupolosità il mondo che si muove, che si colora e che si trasforma. Possono sembrare suoni metallici privi di melodia. Può sembrare tutto quello che una mente perversa può partorire. Può essere tutto questo, il suo contrario ed il niente. Può far immaginare un luogo lontano dal centro del mondo e dimenticato da chi dice di ricordare, e ricordato da chi è convinto di aver smarrito il ricordo. Tutto, qui, può apparire normale agli occhi, come il sole, le strade, le autovetture, gli alberi, ma non può essere terribilmente banale per chi ha vissuto la provocante melodia di quel luogo e ogni giorno osserva, quieto, il nascere del sole. Per chi è pronto ad ascoltare il fastidioso rumore del mondo che inizia a muoversi. No. Per ognuno di loro esiste un profumo diverso, che distingue le giornate e le colora con sfumature inconsuete.

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