… e dal fondo il vento del mar senza posa…

di Gianni Paglieri

Prefazione di Fabia Binci

10,00

[ 2003 - 130 pagine ]

Gianni Paglieri, alla sua seconda prova narrativa, conferma una vocazione lirica fin dalla copertina che appare come una chiara dichiarazione di poetica: un titolo lungo dalla grafia ondivaga – … e dal fondo / il vento del mar / senza posa… – che è un verso della poesia Genova di Dino Campana; un bellissimo profilo in controluce – particolare di un dipinto di Georges de La Tour, Maddalena penitente – una giovane donna che forse aspetta qualcuno, un viso assorto che pare ricordare cose passate, accarezzare immagini mai dimenticate. Uno sfondo dorato. Se fosse una sciarada, sarebbe facile decifrarla: parlerà dell’animo femminile, con pudore e lirismo pensoso, nella luce mediterranea di un paesaggio mosso dal vento, che viene dal mare e fa correre le nuvole e i pensieri. Se poi si sfoglia il libro, si nota subito che i capitoli si aprono con versi vibranti di passione umana che rimandano ad una lettura poetica del testo: note musicali che creano le geometrie del cosmo in cui stiamo per immergerci.
Nel lungo racconto, o romanzo breve, il protagonista principale è il mare, presagio di libertà e di coscienza, metafora dell’uomo come essere che viene da lontano, nostalgia dell’ eden perduto. Nello scenario scabro e essenziale si muovono personaggi dalle storie appena abbozzate, aperte, nelle infinite vibrazioni della luce, con le note di una musica ora dolcissima e struggente ora franta e dissonante. Il ritmo narrativo segue una sua scansione interiore e procede attraverso rallentamenti, giochi di memoria e divagazioni, mentre netta si disegna la trama profonda, al pari di un’ opera musicale, legata al filo dell’ ombra e della luce, del sogno e della ipotesi, della vita e della morte. Si annodano, in un’unica trama, storie di donne le cui vicende sottintendono altre storie ed infmite possibilità combinatorie in un percorso circolare ed emblematico: alla fine il libro ricomincia il suo narrare storie di donne, tra amare certezze e segrete confessioni in un inesausto bisogno d’amore. Al centro, un tema di attualità, quello dell’emigrazione e dei clandestini, che vengono dal mare come fantasmi e cercano di affermare il loro diritto ad esistere e ad essere riconosciuti. Le donne che si incontrano sono diverse e al tempo stesso simili, perché esperte di dolore: «Le donne sanno capire il dolore, hanno la forza di sopportarlo senza lasciarsi travolgere, il loro corpo diventa barriera insuperabile, il loro cuore la palude dove il dolore si insabbia confondendosi tra acque salmastre e canneti intricati»(Fabia Binci)

DELLO STESSO AUTORE Vento di scirocco – Cei, 2002

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