I racconti dell’Oratorio

di Francesco M. Gavino

Illustrazioni di Cristina Berardi

Prefazione di Emilia Amirante

12,00

[ 2006 - 80 pagine ]

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Questo libro raccoglie una trentina di racconti scritti alla fine degli anni cinquanta quando l’autore si accingeva a chiudere un ciclo della sua vita: di lì a poco avrebbe infatti lasciato il mondo dell’oratorio parrocchiale di provincia per affrontare l’università in una città grande. Il testo conserva le illusioni, le ingenuità, le buone intenzioni, le ribellioni tipiche di quell’età. Vi è l’intima coscienza di un certo privilegio intellettuale derivato forse da ambienti scolastici e familiari frequentati, che in quegli anni incidevano sulla formazione di un giovane in modo più determinante di quanto non accada ai nostri giorni in cui suggestioni e richiami provengono dalle più disparate direzioni. Un filo sottile sembra legare gli anni della prima giovinezza dell’autore ai tempi odierni sfrondati da mode e sovrastrutture post moderne. Anche se è curioso notare che a suo tempo i racconti inviati in lettura ad un uomo di cultura di strettissima osservanza cattolica furono giudicati buoni dal punto di vista narrativo ma non ortodossi quanto al contenuto. E quindi furono cestinati in blocco. Il recupero di questa specie di diario d’epoca – che si muove con leggerezza attorno al microcosmo dell’oratorio di San Sebastiano di Oneglia, uno dei tanti sparsi nella realtà italiana – oggi non sembra operazione banale o inutile: porta un tassello, sia pur minimo, alla ricostruzione della parte più tradizionale dell’anima italiana, quella che sembra sopravvivere in forme difficilmente reversibili e controllabili, a dispetto dei decenni che volano via. Ogni lampo diventa così una scoperta e chi legge è invitato a partecipare allo stato d’animo che l’ha ispirato, in un gioco che può diventare sottile, coinvolgente e curiosamente intrigante grazie anche alle illustrazioni che accompagnano i singoli episodi, frutto dell’interpretazione, moderna e sottilmente ironica, di un’artista-illustratrice che nasce in quegli anni e che riesce con la sua sensibilità e la sua fantasia a fare da contrappunto al testo.

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