Il giardino Viola

di Nadia Banaudi

10,00

[ 2016 - 120 pagine ]

«La penna aveva un potere immenso a solcare quei mari immacolati. Ho capito di avere un mondo da esprimere e nella sua scoperta ho iniziato a vivere. Come in ogni vita che si rispetti ho abbandonato il mio sogno nel cassetto per farmi trascinare dai mille abbagli. Provando un po’ di tutto per restare sempre delusa fino a che, ritrovati i primi versi, li ho scorsi e riletti. Mi hanno restituito fiducia. Era il mio tesoro nascosto che tenevo pronto da far risplendere. Ed è per questo che ho ripreso in mano carta e penna, alla vecchia maniera, e deciso di realizzare il mio scopo. Scrivere. Fare questo per vivere, per vivere davvero, mi dà grande gioia. Scrivo per necessità di raccontare un mondo fatto di filtri e colori che voglio svelare. La cosa più bella è tradurlo in parole. Sentirsi un fiore leggero che profuma le pagine, un insetto invisibile che solletica la fantasia. Ah, che emozione! Avvertire fluire il senso di mille e più pensieri, scendere veloci fino a diventare parole che corrono via per essere lette e gustate. Sospetto a volte mi sfuggano di mano più per scelta loro che volontà mia, nell’intento di scatenare sensibili cuori. Risvegliare i talenti nascosti. Questo è l’intento. Oggi vi accompagno in un giardino bellissimo, augurando ad ognuno di incontrarlo nel suo cammino». (N. B.)

Le vicende di un personaggio vincente nella vita, Viola, diventano una sorta di spinta motivazionale a non perdersi d’animo, a credere nella felicità. Un racconto che va oltre il rapporto genitori-figli. Il valore di ognuno è racchiuso dentro, bisogna solo tirarlo fuori.

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