Il narratore

di Andrea Valcado

Prefazione di Franca Natta

Copertina di Ligustro

5,00

[ 1997 - 80 pagine ]

DALLA PREFAZIONE

… Andrea è un narratore che racconta gli atti routinari della vita, quelli che tutti compiamo ogni giorno distrattamente: è un narratore della quotidianità. Ci sono menti ricche di intuito scientifico, matematico, linguistico, musicale… e ci sono menti ricche di sentimenti, di emozioni, di sensibilità alle piccole cose quotidiane. Che cos’è l’intelligenza? L’errore di Cartesio ci ha indotti per secoli a pensare all’intelligenza come ragione, come capacità logica, misurabile e definibile in scale di valore, e ci siamo sentiti autorizzati ad usare termini terribilmente definitivi e liquidatori per chi non rientrava nei canoni usuali. Non è più così: le ricerche attuali stanno smantellando l’errore di Cartesio, come si smantellano altre barriere del passato. Oggi sappiamo che l’intelligenza intrapersonale, che è la capacità di dare un senso alla propria vita e alle proprie esperienze, anche nelle condizioni meno favorevoli, e l’intelligenza interpersonale, che è la capacità di provare affetti e di porsi in relazione con gli altri, sono componenti essenziali della mente, ancora da esplorare.Ho letto i quaderni di Andrea con affetto, con stupore e con interesse professionale. Sapevo di ragazzi Down molto portati al pensiero tecnico, all’attenzione, alla comprensione per il funzionamento di macchinari. Qaesta capacità è presente anche in Andrea e si spiega in parte con l’attenzione puntigliosa ai particolari, ma non avevo mai letto di ragazzi Down narratori. Sono sicura che le pagine di questo libro potranno essere utili ad altri: a genitori, a docenti, ad amici interessati alla diversità senza pregiudizi. (Franca Natta)

***

SE AVESSI LETTOil libro di Andrea Valcado, così traboccante di amore per la vita e per gli altri, forse non avrei scritto la poesia Handicap (Quanta infelicità / da una piccola / disattenzione / genetica). Forse non l’avrei scritta perché, pur restando ineludibile la sofferenza insita nella diversità, la capacità di Andrea (che non è di tutti) di trasformarla in dono, in partecipazione, in comunione di sé agli altri e per gli altri mi ha commosso o, meglio, mi ha turbato: il problema dell’handicap riguarda tutti noi in quanto esseri umani partecipi di una stessa umanità e le ferite di questa umanità non ci possono essere estranee. Anche il titolo è giusto e a misura dello scrivente: a pieno titolo Andrea è un narratore, attento, puntuale, modesto ma consapevole dei propri diritti e dei propri doveri. È soprattutto un rabdomante dell’amore, della tenerezza, della gioia di vivere, anche quando ha la consapevolezza di dover talvolta guardare gli altri giocare. Ma un buon caffè serve a fugare qualche tentazione melanconica come una bella brezza serve a farci recuperare un cielo chiaro e luminoso. Scoprire le piccole cose è il talento di Andrea, il suo messaggio per tutti noi. Il narratore, come il Piccolo Principe di Saint Exupéry, ha capito che si vede bene soltanto con il cuore perché l’essenziale è invisibile agli occhi. (Caterina Garibbo Siri)

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