IL TESTAMENTO

Il testamento 16 gennaio 1866

di Nerina Neri Battistin

Introduzione di Giacomo Raineri

Foto di copertina di Graziella Battistin

12,00

[ 2015 - 204 pagine ]

GIACINTA FERRO, BENEMERITA DAMA DELL’OTTOCENTO PORTORINO  Il romanzo mi ha impegnato per quasi due anni, perché di lei, nata Barone in quel di Diano Marina, esistono pochissime notizie. Le ricerche presso l’archivio di Stato di Imperia, le biblioteche di Diano Marina e di Imperia mi hanno fornito uno scarno materiale sulla vita di una donna pia e generosa (così definita da Bruno Viano nel suo libro dedicato ai titolari delle strade cittadine). Una importante fonte è stato il testamento con le volontà della Barone Ferro, depositate presso il notaio Pinoncelli nel 1859: ho intitolato il mio lavoro Il testamento -16 gennaio 1866 (data dell’apertura dopo la sua morte). La postfazione del romanzo giustifica la stesura del testo nata dalla mia curiosità iniziale nei confronti di questa donna poco conosciuta. Ho inventato la sua vita, dalla nascita alla morte (1791-1866), cercando di rispettare gli avvenimenti di quel tormentato periodo storico (dalla Rivoluzione francese al Regno d’Italia), attenta alle date, ai nomi delle persone nominate nel testamento, ai brevissimi accenni intorno alla sua famiglia d’origine, rilevati da testi di storia locale quali Dianesi nel Risorgimento di Francesco Biga e Dizionario bibliografico dei liguri a cura di William Piastra. Come mi succede nel trattare i miei personaggi, la protagonista mi ha costretto ad entrare in un mondo diverso dall’attuale, a far scaturire la sua personalità dalle poche righe del testamento che mi hanno fatto meditare a lungo. Ho cercato di immedesimarmi in una donna che ha certamente letto la realtà sociale del suo tempo con gli occhi di una borghese benestante. Chissà se la vera Giacinta Ferro sarà stata veramente come io me la sono costruita! Ma lo scopo del mio scritto è stato, soprattutto, il mettere a fuoco il problema dell’affermazione delle donne di quel tempo, in una società in cui non erano molti gli spazi in cui il mondo femminile poteva esprimersi. Il benessere economico ed una indubbia generosità ha fatto meritare a Giacinta Ferro l’onore di essere ricordata con l’intitolazione di una delle vie più antiche di Porto Maurizio. La via Giacinta Ferro – un tempo chiamata via Cembalo per ricordare una città della Crimea con la quale Porto aveva contatti, successivamente via Ferri (nel senso di maniscalchi e fabbri) – era una delle strade più importanti della città, perché univa il Parasio, arroccato sul promontorio, con il porto dal quale partivano le antiche vele per un traffico commerciale Via Cembalo, quindi, era un transito di fondamentale importanza, tanto che vi era la sede del Comune. Aver dedicato una strada così importante ad una donna, vuol dire che il generoso lascito che lei e il marito hanno elargito per l’edificazione di un nuovo ospedale all’Annunziata, era davvero di notevole entità. Il mio romanzo, come tutti i miei scritti, ha una struttura semplice, di facile lettura, ma la personalità di Giacinta Ferro fa davvero meditare. (Nerina Neri Battistin – New Mag n. 6/2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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