Latte di Mandorle

di Sara Rodolao

Presentazione di Franca Rambaldi

Fotografie di Sara Rodolao e Domenico De Franco

Grafica di copertina di Alessandro Del Vento

15,00

[ 2008 - 138 pagine ]

PREFAZIONE L’amore per la sua terra in Sara Rodolao è abbastanza scoperto: è sufficiente, per rendersene conto, una lettura attenta di questo suo  lavoro intitolato. Tale sentimento è tuttavia vissuto in modo  contrastato: per un verso si avverte la nostalgia per il cielo, la terra, il mare e i profumi di Calabria, per un altro verso emerge chiaramente una reazione polemica di fronte alle circostanze che condizionano quella terra meravigliosa, rendendone la vita sempre più dura e, a tratti, invivibile. Il romanzo evidenzia tutto ciò narrando, con un verismo che ricorda la prosa di Verga, la storia di Rocco: personaggio centrale, anche se non sempre in primo piano nel romanzo, nel quale la narrazione costituisce il contesto in cui si sviluppa il dramma umano del figlio di Ofelia e Raffaele. Sono proprio le vicende umane di Ofelia e Raffaele a condizionare la fisionomia e il carattere di Rocco… A un certo punto si insinua l’ombra pesante dell’emigrazione. Rocco non ne vorrà sentire parlare. L’emigrazione al Nord, anche dopo la lettera scoraggiante di Roberto, si configurerà sempre più come un tradimento della sua terra e del suo mare. Alla fine cederà. Prima il padre, poi la madre con senso realistico costringeranno Rocco all’esilio torinese, nel quale, attraverso lavori improbabili e sofferenze insospettate, si troverà e diverrà uomo. Ma proprio nella sua maturità, quando la morte dei genitori lo lascerà solo in quella Torino, rimasta sempre estranea ai suoi sentimenti più profondi, nascerà in lui un timido tentativo di sconfiggere la sua solitudine con un affetto, la donna del lago, che lo deluderà drammaticamente, rinascerà con nuovo vigore nel suo cuore la nostalgia della sua terra, sempre idealmente presente alla sua fantasia. Tornando a Scilla, troverà chi gli aprirà gli occhi. Quella terra tanto bella e tanto amata gli si configurerà sempre più come inospitale e sarà costretto ad accontentarsi di un altro cielo e di un altro mare, quello di Liguria, forse più ospitale, ma privo del fascino di quello che aveva allietato la sua giovinezza. Quello di Rocco è dunque il romanzo del costante risorgere di una speranza sempre sognata e sempre delusa, ma che, nonostante i fallimenti, vuole continuare a credere che la volontà dell’uomo potrebbe anche cambiare un destino crudele, sempre subito e mai accettato. Forse tra le righe dello scritto si cela il non detto: il sogno autobiografico di Sara Rodolao, puntigliosamente impegnata a riscattare la sua terra da una situazione negativa, costruita per colpa della malvagità degli uomini, non contrastata, per ignavia, da chi potrebbe progettame il riscatto e restituire una regione tanto amata al suo meraviglioso splendore solare. (Franca Rambaldi)

DELLA STESSA AUTRICE   Il resto della tela – Cei, 1996; I ciliegi rifioriscono sempre – Cei, 2004; Donne nel parco – Cei, 2004; Al sole del Sud e racconti – Cei, 2005; I fichi di ottobre – Cei, 2008; La vestina d’organza – Cei, 2009; Non sei Maddalena – Cei, 2010; Orizzonti infiniti già varcati – Cei, 2012; La donna dai denti d’oro / Oltre lo scialle – Cei, 2013

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