Le Eterne Stagioni dei Sensi

di Paolo Bolla

[ 1997 - 126 pagine ]

Non so perché scrivo. Non lo so ancora. Ma di una cosa sono certo: non so farne a meno. Ed allora, anche solo per questo, continuo a farlo.
Pensavo, all’inizio, fosse solo un innocuo passatempo dell’anima, qualcosa che mi desse modo di parlare senza far rumore, una delle tante vie per conoscersi. Poi, la cosa si è fatta profondamente seria, perché ho capito – non è una grossa novità, lo so, ma io ci sono arrivato solo ora – che si scrive per essere letti, perché si vuole parlare a qualcuno, non a tutti, ma solo a qualcuno che ha voglia di ascoltarti e di condividere qualcosa con te. Non si può scrivere per tutti, non si può piacere a tutti. Così ho scritto. Questo è il mio primo libro. Ho parlato dei Sensi e delle Stagioni, di come li ho visti e ho riflettuto su di essi. Ed ho parlato un po’ della vita, dello scrivere, dei sentimenti (si può farne a meno?), di ciò che muore e non muore, in un racconto più lungo che vede un uomo che scrive, una donna che pensa, un libro che viene scritto e il loro intrecciarsi. L’ordine in cui i racconti vengono pubblicati è quello con il quale sono stati scritti: essi sono frutto di ispirazioni diverse, spero di poter trovare nuove vie, nuove parole. Dovrei forse spiegare, dire di più sulle pagine che seguono, ma non voglio farlo. Esse attendono di essere completate da chi le leggerà, desiderano il significato e il senso che verrà dato loro da chi le avrà scorse, visto che non esiste un solo significato ed un solo senso. Se avrò raggiunto e toccato, con le mie parole, anche solo una piccola corda dell’animo di una persona, avrò raggiunto il mio scopo. [Paolo Bolla, 1997]

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi