Lo schedario della misantropa

di Nila De Giorgi

In copertina, “La ragazza e la maschera” (olio su tela) di Massimo Gilardi

10,00

[ 1998 - 112 pagine ]

Quarantenne grassa e introversa, Olimpia proviene da gente chiusa, e sembra gioire di tutto (cielo e mare, alberi, calabroni in volo) solamente quando è sola. E sola è, in effetti. Eppure piange spesso, forse perché, morta la madre, alla quale la legava un amore tanto forte quanto inconseguente, non può comunicare le sue gioie a nessuno. Ha rotto i rapporti con una sorella e con i nipoti, una delusione l’ha allontanata dall’altro sesso. Perseguitata dalla proprie inadeguatezze reali e immaginarie, ha paura di apparire ignorante. Nei rapporti brevi è cordiale, sorridente, ma da quelli più lunghi è messa in difficoltà: o s’annoia o teme di annoiare. Ed ecco che un viaggio in Grecia (durante il quale scambierà la propria valigia con quella d’un altro) le fa conoscere Andrea, professore dai modi gentili, aperto e tollerante, che diventerà suo marito. Olimpia spera di potere finalmente esprimersi, mostrare quel buon gusto che si augura supplisca alla generosità e alla mansuetudine che le fanno difetto. La socievolezza estrema di Andrea, invece, e il numero immane degli amici, dei parenti, dei conoscenti di lui la porteranno a vivere con gli occhi aperti l’incubo d’un mondo sovraffollato, nel quale il capitale dell’attenzione (e dell’affetto, e della confidenza), suddiviso e sperperato in troppe monetine, non arricchisce più nessuno. Scontrosa, da sempre legata al prossimo da un sentimento d’insofferenza che si alterna a una compiacenza totale, espiativa, Olimpia si dispera: è stanca di pranzi e cene, di regali e salamelecchi, di convenevoli e contraccambi; è stanca di multiple, orizzontali, indistinte amicizie che rubano tempo alla ricerca di quell’amicizia verticale, unica, idilliaca e forse impossibile, di cui conserva infantile nostalgia. Che fare? Sarà un altro uomo attraente, Pericle, l’enigmatico scrittore che si presenta per restituirle la valigia smarrita, a proporle tre soluzioni… A metà tra i passi di un aggraziato minuetto e i salti irrequieti di un’anima imbizzarrita, sostenuta da una scrittura limpida e mai banale… tesa a eludere la tragedia e corteggiare la commedia, riesce a far pensare e a divertire.

DELLA STESSA AUTRICE La barca del vichingo – Cei, 1997; Presagi – Cei, 1997;  Le intelligenze della domenica – Cei, 1999; L’apprendista – prove di versificazione – Cei, 2016

 

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