“Noir”

di Federico Amoretti

Copertina di Carolina Amoretti

10,00

[ 2013 - 134 pagine ]

PROLOGO Questi racconti arrivano al traguardo con notevole fatica e perciò con maggior soddisfazione. Come vecchio maratoneta so bene quello che dico. Solo qualche minuto fa ho seguito alla televisione la maratona di New York ed ora sono al computer a battere l’ultima riga. Da un anno non ho più corso i 42 km e 195 metri ma sono riuscito a preparare un lavoro in qualche modo analogo a tempo di record. Ho scritto di notte e in qualche ritaglio della giornata tra settembre e ottobre di quest’anno, e un po’ di novembre per le correzioni. Tempo sottratto al lavoro e al sonno, qualche volta di nascosto per paura di essere scoperto, qualche volta con senso di colpa per aver trascurato impegni più importanti. Per passione. Ma la passione spesso conduce a soddisfare le proprie voglie canta il poeta, il nostro caro Amico Fragile. La stessa passione mi ha dato la forza di continuare a scrivere al buio storie nere con l’inquietudine e la paura di essere colpito alle spalle magari da un mio personaggio scontento del ruolo che gli ho affibbiato. O abbracciato da qualche donna da sogno sempre di mia produzione. Ma alle volte è proprio il piacere di scrivere fine a se stesso che mi attrae. Intendo il suono delle parole, il loro ritmo, l’immagine che scaturisce dalla descrizione di un viso o meglio ancora di un sentimento, la sorpresa di aprire nuovi orizzonti a una trama appena abbozzata come se la penna andasse da sola per la sua strada e io rimanessi indietro e allora allungassi il pensiero per precederla fino a fine gara, fino a riempire pagine senza rendermi conto del tempo e dello sforzo. Beh, ci sono altri motivi dietro alla smania di scrivere, ma sono cose private e segrete che avrei imbarazzo ad esternare anche perché non saprei da dove cominciare e comunque trovare le parole. Non mi sorprenderebbe che un analista mi spiegasse che sotto sotto (è il suo mestiere quello di scavare in profondità) ci sia un secondo livello che precede un terzo e proprio in fondo non ci sia altro che il fuoco dell’inferno dove possa annegare tutte le mie complessità e contraddizioni. Anche queste lo sono? No, chi c’è stato davvero ha trovato gironi affollati di peccatori immersi nelle paludi, altri affogati nella pece o nel ghiaccio e probabilmente, a causa della bolgia che gli si presentava davanti non ha notato scrittori di noir nuotare nel sangue vero dei loro finti morti. In effetti, è più facile immaginare il noir e il suo creatore all’inferno piuttosto che in paradiso, forse perché l’inferno è più intrigante e seducente, è quel posto in cui nessuno vuole andare ma che tutti vorrebbero vedere. E allora un libro del genere equivale ad un biglietto di andata e ritorno all’inferno. Scherzavo, comunque. Buon viaggio. (F. A.)

DELLO STESSO AUTORE L’imperatrice di Imperia – Cei, 2007; Mille anime curiose – Cei, 2009; Gli ultimi 5 minuti – Cei, 2010; Il prete innamorato – Cei, 2012; Angeli, demoni e altre meraviglie – Cei, 2014

 

 

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