Presagi

di Nila De Giorgi

In copertina, “Ilaria” di Armando Sabatella

8,00

[ 1997 - 80 pagine ]

PRESENTAZIONE

Squisito racconto di un’infanzia e di un’adolescenza vissuta tra l’ultima Guerra Mondiale e il periodo immediatamente successivo, Presagi è anche la storia di un conflitto tra madre e figlia, evocato attraverso i ricordi di quest’ultima. Delia, voce narrante di rara intensità, prende a raccontare da quando, bambina, si trova in campagna con madre e nonni e suo padre è prigioniero in guerra. Ci illustra quindi il ritorno del reduce, il trasferimento in città e la crisi tra i genitori, per arrivare infine alla sua faticosa emancipazione, alla morte dei nonni e al disperato, dissennato dolore della madre. Ma sbaglierebbe chi da questo riassunto deducesse l’immagine di un romanzo della memoria come tanti, o si facesse l’idea di una vicenda intonata al melodramma. Opera dal passo rapido e dalle alte, sobrie, qualità di scrittura, in cui ogni parola è caricata di valore espressivo, Presagi offre momenti di limpida emozione e personaggi che, fino alla memorabile chiusa, si imprimono con forza nella mente del lettore.

«Era grande l’edificio ottocentesco. Con novanta gradini d’ardesia nera dalla via Vieusseux e altrettanto uguali dalla via dei portici, lo servivano due scale semibuie, collegate e un po’ rischiarate, ai pianerottoli, dagli anelli sovrapposti dei ballatoi a cielo aperto (…). In casa, attraversate cucina e sala sotto le crepe dei soffitti a volta, si accedeva alle camere che il tetto spiovente sbassava e dalle cui finestre ci si poteva affacciare sulla piazza ben dignitosa della civile piccola città…»

DELLA STESSA AUTRICE La barca del vichingo – Cei, 1997; Lo schedario della misantropa – Cei, 1998; Le intelligenze della domenica – Cei, 1999; L’apprendista – prove di versificazione – Cei, 2016

 

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