Quando cantava Cuore di Gatto

6000 anni dei Liguri di Ponente

di Francesco Rum

Grafica di copertina di Stefania Milesi

 

10,00

[ 1997 - 156 pagine ]

«Romanzo grandioso: con la singolare alternanza di racconto e riflessione, è una di quelle opere totali in cui la letteratura gioca davvero tutte le sue carte di interpretazione del mondo»  (G. Barberi Squarotti)

La trama presenta all’inizio un cavernicolo di Monte Bego, di origini forse galattiche, che suole porsi tutti i perché della vita. Con una Nave del Tempo, residuo del naufragio spaziale che portò lì i suoi padri, salta sui secoli: egli pretende che ci sia una unità armonica nelle vite e nei mondi. Ma sarà sempre deluso. Si unisce ai Benedettini che portano l’olivo a Taggia, dove parteciperà a una stranita guerriglia vegetale tra i vignaioli indigeni e i monaci che vogliono spiantare le viti ed estendere dovunque solo l’olivo. Capo della lotta, fino a Badalucco e Triora, è la giovane Vitalba (vite bionda) che i monaci bollano come strega e sarà costretta al suicidio. Poi il protagonista diventerà il Doge di Genova ai tempi di Cristoforo Colombo: il sire si sperde in ribotte, perle barocche e festini sessuali tra il ridicolo e l’osceno. U l’à autru pu-u zubbu (ha altro per l’anima) che dare a Colombo le tre navi per il gran viaggio da Ponente alle Indie e così perde l’occasione storica di conquistare per Genova un impero tropicale delle Americhe: così canta Cuore di Gatto, conta-favole ponentino che diventa fido scudiero di Cristoforo. Con un altro salto nel tempo il nostro personaggio si incarna in Gian Domenico Cassini, astronomo di Perinaldo, secondo solo a Copernico, Keplero e Galilei; dirige l’Osservatorio di Luigi XIV (Re Sole) a Parigi. Ma come si fa a comunicare con il linguaggio generico che ancora domina, nonostante la precisione scientifica della lingua di Galileo? Poi, la cecità colpisce in vecchiaia questo Signore degli scrutatori del cielo. Nella sua quinta vita il protagonista è uno di Sant’Agata che patisce la malora dei contadini; poi, operaio alle Ferriere di Oneglia, organizza i consigli operai (soviet) di Gramsci, ma è sconfitto dai fascisti e molto dopo, più gravemente, dal crollo del Muro di Berlino. Infine, i giorni attuali. C’è, sì, Nostro Signore il Computer, ma anche un generale arretramento: quattro miliardi di uomini su cinque lottano con la fame, la droga impera, bimbi vengono allevati per strappargli cuori, fegati, occhi per i trapianti… Le legioni dei giovani – egli sogna – costruiranno nel futuro una vita nuova, con la sola legge di quel fiore che è il cuore.

> BLOG LIBRI > G.D. Cassini, certezze in barcollo

 

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