Quel profumo di mandarini

di Stefano Delfino

Caro Stefano di Aloise Vecchiato

10,00

[ 1999 - 88 pagine ]

RECENSIONE

I racconti di Stefano Delfino hanno il sapore buono delle cose di una volta: dei mandarini, il cui profumo dà il titolo al libro, dei pesci sul carretto spinto a mano da Berto, del legno della barca di lampara il maestro d’ascia. E insieme a questi odori di una Liguria non ancora mortificata dal turismo di massa, dove i gozzi sulle spiagge hanno dovuto cedere agli ombrelloni, Delfino riesce a far emergere, nei ricordi della sua giovinezza, l’anima dei paesi con i loro colori, con le voci dei foro abitanti. Ma più che paesaggio ligure – appena accennato anche se perfettamente riconoscibile per le sue fasce, le sue strade tortuose, i caruggi e il mare sempre così cangiante nel colore e nell’umore – a Delfino interessano le persone. Sono uomini e donne, giovani e meno giovani, che vivono in una Liguria non ancora profanata dalla speculazione edilizia, dall’appiattimento delle tradizioni e dei sentimenti a vantaggio di uno sviluppo incontrollato, giustificato dal benessere economico. I protagonisti si chiamano Biagiu, Lalen, Lampara, Barba Tonin, nomi locali, forse solo un po’ fuori moda; autentici e sapidi di verità sono i loro comportamenti, il loro mestiere di vivere. Delfino li descrive rivelando qualcosa di più della sua abilità di cronista e di giornalista che separa i fatti dalle opinioni. Egli manifestamente prova per i suoi personaggi una tenerezza accorata e una simpatia infinita. Ce li fa amare anche per le loro debolezze, cui accenna con bonaria ironia e partecipa con un sorriso alla trovata geniale, alla soluzione non prevista, a un comportamento singolare. E così i personaggi del libro Quel profumo di mandarini di Delfino diventano figure a tutto tondo, i loro dialoghi hanno la vivacità delle esperienze vissute, le loro storie ti intrigano col ritmo serrato della vicenda, e il libro, lungi dal cadere in un generico e nostalgico rimpianto di un tempo passato, ci offre lo spaccato di una Liguria, lontana nel tempo, ma sfaccettata, viva, capace di suscitare emozioni. (Anna Maria Larcher)

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