Una speranza per Gomel

di Daniela Bozzano

Presentazione di Giorgio Bracco

Prefazione di Enrica Penco

5,00

[ 1996 - 20 pagine ]

PREFAZIONE Dieci anni fa, la nube radioattiva sprigionatasi da Chernobyl assurgeva tristemente all’onore della cronaca. Di recente, sono apparsi sui giornali i dati relativi all’incremento di affezioni turnorali cagionato dalla deprecata sciagura nel nostro Paese, che pure dista migliaia di chilometri dall’epicentro del disastro atomico. È facile dunque immaginare quante malattie, quanti lutti e quanta distruzione abbiano funestato Ucraina e Bielorussia, protagoniste della catastrofe. Ciò che Daniela Bozzano ha voluto far conoscere attraverso quest’opera permeata della sua calda sensibilità è la straordinaria “Associazione Bambini di Chernobyl”. Tale organizzazione umanitaria italiana non soltanto fornisce aiuti economici in patria ai fanciulli – prevalentemente orfani – colpiti dalle radiazioni direttamente o indirettamente, durante l’infanzia o addirittura nel ventre materno, ma provvede a trovar loro coppie e singles disposti ad ospitarli per periodi di soggiorno al clima privilegiato della nostra penisola. Con una prosa che conquista il cuore, tanto sobria quanto efficace, l’Autrice ha deposto per un attimo le vesti di Comandante della Polizia Municipale dianese ed ha raccolto i racconti di uomini e donne aderenti al generoso “programma di accoglienza” in questo magico spicchio di Liguria. Dopo averli magistralmente ritratti a vivaci pennellate, la dottoressa Bozzano ha lasciato che dalle loro stesse parole ci giungesse l’eco di esperienze indimenticabili: il delicato approccio con alcuni figli di Chernobyl appena giunti in Italia, il tenero legame subito stabilito con essi, e, infine, dopo la loro partenza, il lungo viaggio verso l’orfanotrofio bielorusso di Gomel per riabbracciarli. Le storie narrate sono la prova più commovente che non occorre aver generato un bambino per amarlo e desiderare il suo bene. Sottolineato ciò, oltre ad auspicare che la vendita del presente scritto valga a sostenere la citata Associazione, confidiamo che le testimonianze qui riunite stimolino le persone di buona volontà affinché sia concessa una memorabile vacanza italiana al maggior numero possibile di creature in età verde ghermite dalla “peste nucleare”. Piccoli grandi gesti compiono effetti prodigiosi. Il Talmud, caro alla cultura ebraica, racchiude un’affermazione profondamente significativa, al di là di ogni riferimento religioso: “Chi salva una vita salva il mondo intero”. Chi dona ad una giovane vita un sorriso – potremmo aggiungere noi – dona al mondo intero una speranza. (Enrica Penco, 1996)

DELLA STESSA AUTRICE Giocando tra le regole – Cei, 1998

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