Zia Angela

Storia di donne e di ulivi

di Laura Marvaldi

Prefazione di Beppe Recchia

Foto di copertina di Barbara Novella

Grafica di copertina di Stefania Milesi

10,00

[ 1997 - 152 pagine ]

PREFAZIONE Generosi e fieri li definisce Laura gli ulivi della sua amata terra, ulivi di Liguria, ulivi di Borgomaro, ulivi che risalgono come una teoria di grigi frati il filo dei secoli.
Laura e gli ulivi: un rapporto misterioso, perché Laura si rivolge a loro e gli parla, a volte li consola delle ferite inferte dalla potatura, li premia con una generosa concimazione; un amore esclusivo, totale che si rinnova nella sacralità di gesti quotidiani, seppur umili ma pregni di antiche essenze. In un caleidoscopico gioco di specchi i lineamenti di Laura si rifrangono e si ricompongono nei visi scavati degli avi, dell’amatissima zia Angela, e della non meno amata zia Natalina, anzitempo strappata alla gioia della vita, e dei nonni e dei bisnonni in un fluire vorticoso di magiche risonanze che ci riportano nel corso dei secoli fino al Medioevo. Una dinastia di frantoiani è quella che ci racconta Laura Marvaldi in questo libro generoso e fiero come l’ulivo. Fierezza di un antico lignaggio, il cui blasone è forza nella povertà e volontà indomita nonché immenso amore per la terra e per i suoi frutti. Vera ligure come i liguri “adoratori di boschi”, il suo linguaggio è essenziale, levigato e pulito come la pietra di una macina. Uno stile personale che non si rifà a niente e a nessuno ma è lei stessa. Solo in alcuni momenti questa contenuta riservatezza, questo riserbo orgoglioso si aprono in un fiotto di emozioni, come in questo passo: «… apro lo sportello della macina e la setosa pasta di olive scende nel dosatore. Il desiderio di immergervi le mani è più forte di ogni altra considerazione. Con le mani a
coppa soppeso questo prodotto grondano olio le mie dita, olio d’oro, olio morbido, olio nostro…» o in quest’altro: «… la pasta delle olive è come l’anima dei liguri, apparentemente dura e fredda, devi provare invece, non aver paura di orlarti le unghie di nero per conoscerli bene…» Storia di frantoiani, ma – meglio detto – storia di grandi donne madri dell’olio, madri degli ulivi, vissute in un rigore morale assoluto che non lascia spazio alcuno all’inganno o alla mediocrità, rigore morale, onestà, sacrificio e fede, tramandatici da generazione in generazione. Un unico vero grande amore assoluto: il lavoro ben fatto e le setose turgide drupe che «… nel grande paiolo di rame danno vita ad un olio dai riflessi cangianti… », essenza d’oro di una terra aspra e avara. Al termine della lettura del manoscritto mi sono detto è un privilegio essere amico di Laura Marvaldi. (Beppe Recchia)

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi