In nome

di Marzia Taruffi

Grafica di copertina di Stefania Milesi

8,00

[ 1997 - 74 pagine ]

RECENSIONE «Prima che giornalista, nasce poeta. È Marzia Taruffi che si presenta con la sua raccolta di 30 liriche In nome: una poesia monologo che riesce a imprigionare, in un’estasi metafisica, il lettore. La poetessa, nella sua umanità trascendentale, non si arresta nella quotidianità delle attività comuni; nel silenzio e nella semplicità del suo mondo interiore cerca qualcos’altro, di più profondo, di più magicamente dialogante. Non fa fatica. Poesia/musica da cui viene fuori una perfetta simbiosi insieme con una voluta geometria verbalmente ritmica tra parola/spazio. Trenta poesie in questo libro che viene ad essere, nella sua ineccepibile maestosità, il vivo segno di una salute e di una salvezza riconquistate. Il libro di Marzia Taruffi, fatto di presente e di passato prossimo, si chiude con il penultimo e bellissimo inno all’amicizia.Se un amico da In nome: «E se aprendo le porte al sole / ritrovassi un amico… / Avrà ali sporche di terra / per aver tanto volato / e l’aria di coraggio / di un angelo sperduto. / Ritroverai negli occhi / gli anni passati / trascorsi a sognare / nelle sere di vento. / Non parole d’amore / a quelle non crederesti / non attimi di sogno / si sono persi nel tempo / un sorriso nel buio / che squarcia il ricordo / e la certezza strana / di essere arrivato. È la ricostruzione del tempo che, per magia, riesce a ricomporre frasi, musiche, volti, persone di mille anni fa perché questi possano riaprire nuovi capitoli di vita fra mille anni. In nome, un carme pervaso di puri sentimenti, che comunica emozioni e porta il sigillo dello spirito contemporaneo, pertanto, di verità»       [Francesco Mulé]

IN NOME Non strade di luce / non venti di mare / sabbia nei capelli / e pietre nel cuore / non esiste vittoria / nel castello sul porto / non esiste di ghiaccio / una porta sul mare. / Viso di donna / scheggiato di pietra / capelli di rame / che non battono il vento / un ricordo che sfuma / e non chiede memoria / un ricordo che sfuma / nel faro del molo. / Non ritornerà / il sorriso che vedi / non ritornerà la casa / nella roccia / lei ha sconfitte negli occhi / che non potresti piegare / lei ha storie nelle mani / che sanguinano lente. / Non spade di sale / per vincere la pelle / non grido di marmo / per strapparle il suo cuore. / Non esiste vittoria / nel tuo viso perfetto / non esiste sorriso / nel suo volto segnato. / Il dolore è il silenzio / nella notte che sale.

INTRODUZIONE In mille anni di vita accarezzi visi, persone, volti andati e perduti. Li serri in storie lunghe con il suono ritmico, che è poi quello del battito del cuore, del pulsare del sangue. Chiudi anche i tuoi occhi in qualche storia più lunga, dopo mille anni ne puoi pagare il prezzo. Perché in fondo l’unica vittoria è sapere esattamente dire dove hai messo il tuo tempo, il tuo amore e la tua gente, quando ti verrà chiesto, oggi, domani o tra mille anni.

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