Sereno sotto la pioggia

di Bruno Bianchi

Prefazione di Francesco Mulé

12,00

[ 2013 - 96 pagine ]

PREFAZIONE Settantacinque preziose perle di una stupenda collana. Si tratta di Sereno sotto la pioggia, prima raccolta poetica di Bruno Bianchi, già ben noto per una serie di romanzi pubblicati. Quadri, momenti, nostalgie: fotogrammi di una poesia intimistica, liberatoria e di rigoroso richiamo/appello a un’etica socio-politico-culturale di cui abbisogna lo spirito contemporaneo. Le brevi sequenze e le decise pennellate, la parola-colore della poesia di Bianchi rappresentano quella sinergia psicologica tra l’essere che dice e il non essere che ascolta, tra l’ego che spiritualizza e il non essere che tende a materializzare. Ecco che il quid che viene prodotto dalla lirica di Bruno Bianchi, apparentemente leopardiano, trova il suo spazio nella capacità frui- trice del lettore, il quale ne rimane coinvolto e ne esce affascinato. Sereno sotto la pioggia: parole scolpite nel calendario dei giorni che segnano i sogni, i desideri, le giovani speranze dall’alba al tramonto, i dubbi, parole incise nel cuore provato che canta alla vita dei fragili momenti che interpretano la poesia di Bruno Bianchi, poeta che vive nella estemporaneità delle immagini che costruisce servendosi di una architettura ineccepibilmente trascendente. La parola-verso nasce dalla simultaneità di pensieri che giocano con la logica di un mondo che non appartiene a Bianchi. Quella di Bruno è appunto una poesia ricca di immensità, una lirica che ha, come il mare, la vita nelle sue dimensioni. Sono ricordi dei giorni, delle ore, di un tempo, dei fratelli più vicini che fanno della rac- colta poetica di Bianchi un piccolo capolavoro letterario ricco di emozioni: dalla gioia al dolore, dal piacere alle angosce di rito. Il poetare… che cos’è se non un continuo accostarsi a se stessi per fare di sé la scoperta delle proprie dimensioni? Bruno Bianchi fa il mestiere di poeta ad alto livello e lo fa con un’anima assolutamente spazio-temporale perché, come i grandi autori, egli sente la sua voce, la sua paura, il suo cuore, la sua follia, la sua solitudine, la sua disperazione. E ancora… il fuoco / il furore / la guerra… / nell’arco di una conchiglia / c’è l’uomo che mi somiglia… Cantore ungarettiano del dolore che unisce, umanizza e affratella gli uomini, che attraversa l’uomo nella sua integrità psico-fisica, del dolore che percorre l’esistenza umana in un faticoso e triste cammino. Bianchi conosce bene la sua parola/verso e la usa nel suo spazio- tempo, umanizzandola e mitizzandola tanto da storicizzarla col grido universale che viene dal cuore della terra. Una parola che parla e dice tutta una storia, tutto uno spazio che avvolge il mistero della vita e della morte dell’uomo e, con lui, dell’umanità intera. Mentre storicizza con la parola-tempo, Bianchi riesce ad armonizzare il feroce fuoco nel petto con il desiderio dell’acqua / di una piuma sul viso. Nasce così una perfetta simbiosi parola/musica, avendo, il poeta, raggiunto, come il musicista, la felicità sonora. Quella simbiosi che si viene a formare tra la materia e l’anima degli oggetti che, spogliati della loro pesantezza, si elevano verso la loro leggerezza. Ed è qui che la poesia di Bianchi si smaterializza fino a creare quella perfetta armonia tra anima e corpo. Bruno Bianchi in Sereno sotto la pioggia si muove con facilità in un mare di immagini, ravvivate e illuminate dalla luce di un pensiero che si interpone tra la parola e la non parola, tra la voce del cuore e le aride note della ragione. Il cuore del dolore, la voce del dolore, di quel profondo dolore che rimane in Bruno Bianchi in A mia figlia: Mia figlia è partita oggi / l’aria dirada in lontananza / Ho comprato un pensiero / nel mondo. Bruno Bianchi, nel mondo della poesia contemporanea, in partico- lare dell’imperiese e della Liguria, rappresenta una delle voci migliori che riescano a cantare con la voce del cuore sentimenti veramente vivi. (Francesco Mulé)

DELLO STESSO AUTORE Nel silenzio del bosco – Cei, 2008; Una lettera esistente mai spedita e mai scritta – Cei, 2008; Pittimo e Minizeli – Cei, 2008; Uno scrittore da strada nel nome di Dio – Cei, 2010; La tana di Bertrand – Cei, 2010; Il segreto del fiore del deserto – Cei, 2010; Li Mendez El tanguero – Cei, 2010; Chi ha ucciso Pablo Escobar – Cei, 2014

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