30 volte San Giovanni

Flash di ricordi

di Celestina Corso

In copertina, quadro di Pietro Ramella

10,00

[ 2010 - 110 pagine ]

I FESTEGGIAMENTI DI SAN GIOVANNI DI ONEGLIA – INVERNO 1981  

Un nutrito gruppo di onegliesi decide di far rivivere una delle più belle feste popolari della tradizione ligure. La festa tradizionale di paese, di borgo, offre la preziosa occasione di dedicare un po’ di tempo al passato che ancora vive, e lo stimolo di coglierne quegli aspetti, quei frutti, quelle idee che confortano il presente che aiutano a riscoprire quei valori conquistati dai nostri cari che se ne sono andati, trasmessi di generazione in generazione; quelle cose buone restano lungo la storia dell’Uomo. Questa festa sostituisce gli antichi riti per il solstizio d’estate, e ha, quindi, tutti i caratteri delle feste di inizio di un ciclo stagionale. Essendo legata alle condizioni del clima, essa ha conservato maggior vitalità e importanza nei Paesi nordici, ma anche in diverse città italiane ha dato luogo per secoli a manifestazioni tra le più vistose e strettamente collegate con le credenze e gli usi popolari, come i famosi fuochi di San Giovanni. Per il nascente Comitato San Giovanni, l’inizio è modesto.Zona per realizzare la festa: l’attuale piazzale Padre Crispino. Quale scelta migliore per attuare il nostro sogno? Di fronte, il mare stupendo e capriccioso; dietro, Borgo Peri dove Oneglia ha incominciato a crescere partendo da un’epoca non precisa ma senz’altro dopo la scomparsa dei Saraceni. [Celestina Corso]

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