Imperia la mia città (1988-2015)

Tra passato e presente lungo il filo rosso della memoria

(rielaborazione di Asterischi Imperiesi 1988-2012 di Nedo Canetti, pubblicato nel 2013)

 di Nedo Canetti

In copertina foto di Paola Aliprandi e Marco Sassone

 

15,00

[ 2016 - 544 pagine ]

IL LIBRO AGGIORNATO È il caso dell’originario testo del 2012 intitolato Asterischi imperiesi che si è ripresentato nel 2016 come Imperia la mia città. Identico il sottotitolo “tra passato e presente lungo il filo rosso della memoria” ma il contenuto si allarga a coprire tre anni in più. Infatti l’autore, Nedo Canetti, giornalista di vasta esperienza e competenza, narratore nato, dal 1988 ad oggi puntualmente senza interruzione e con immutata passione mette a fuoco un aspetto (spesso, purtroppo, un problema) della sua amata città sulle pagine della rivista New Magazine Imperia che ha in lui uno dei suoi collaboratori più prestigiosi. I suoi articoli che percorrono un periodo lungo quasi un trentennio illustrano, bimestre dopo bimestre, l’evoluzione incerta e le trasformazioni non sempre positive di una comunità dal passato importante sia economicamente che culturalmente. Canetti, quando scrive della Imperia moderna, non dimentica mai quella che è stata la Oneglia della sua giovinezza di cui va recuperando tracce, episodi, personaggi indimenticabili. Dalla raccolta degli asterischi imperiesi (questo il titolo della sua rubrica) nasce un libro che non vuole essere un trattato storico o sociologico ma semplicemente un atto d’amore vero, di quell’amore cioè che esiste, persiste, insiste nonostante delusioni e incomprensioni. Seguono, come esempio della varietà degli argomenti trattati nel libro, due pagine dell’indice.

INTRODUZIONE  Confesso che rimasi piuttosto sorpreso quando parecchio tempo fa mi fu chiesto  se avessi interesse a una pubblicazione che raccogliesse le mie collaborazioni di molti anni a New Magazine. Sorpreso e perplesso. Avevo sempre, infatti, considerato quegli articoli alla stregua di interventi sull’attualità, destinati – come succede normalmente per i quotidiani – al rapido oblio. Non se ne fece niente allora. Non resistetti, invece, al secondo, rinnovato assalto, quello più recente. E fu quando mi presi la briga di rileggere qualcuna di quelle collaborazioni. Decisi, allora, per il sì. Per due motivi. Il primo risponde alla vibrazione delle corde nostalgiche. Ho scorto in quelle note, come una sorta di filo rosso che, tra passato e presente, tra luoghi e figure, tra sogni e ricordi, traccia un certo profilo della nostra Imperia e ne lascia una memoria. Nella mente e nel cuore. Non tutto è transeunte, insomma. Tanto più, per dirla con Pascal, che a volte il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce. Il secondo motivo è più attualmente intrigante. Gli articoli, le riflessioni sollevano problemi che, alla luce di quanto ci sta attorno, erano aperti al momento dello scritto e lo sono tuttora. Irrisolti. Shakespeare sosteneva che il passato non è che un prologo del futuro. Nel nostro caso, ci troviamo, in verità, sempre al prologo, con il futuro che continua ad allontanarsi come succede a chi naviga verso l’orizzonte. Basterebbe andare per titoli: l’Italcementi, l’ex Sairo, via Parini, il giro dei Galli, il rebus dei porti (ora pesantemente aggrovigliato), l’incompiuta, villa Carpineto, i mercati coperti e il mercato del pesce, il parco pubblico, il depuratore, palazzo Stecca, l’ex Renzetti, il raddoppio della ferrovia, il piano regolatore e quello del lido, i parcheggi di via della Repubblica e di piazza Bensa, la Spianata Borgo Peri e la salita degli Innamorati… Una giaculatoria più che un elenco. Un elenco che disegna un profilo di incompiutezza di una città dall’incerto avvenire. Non ci addentriamo ora, in questa breve nota, in un discorso più che mai aperto e che certo non mancheremo di riprendere nel futuro. Forse lo tengono già aperto, se li si scorre con attenzione, gli stessi articoli qui raccolti e da essi si può trarre nuova linfa per un dibattito che ci interessa tutti, profondamente. I lettori giudicheranno se è valsa la pena di intraprendere questo cimento letterario. Per quanto mi riguarda, l’ho fatto con l’amore di sempre per la mia città. A volte ho scavato negli anfratti della memoria, in altre occasioni ho cercato di riavvolgere il filo del tempo… Imperia com’ era. Seguendo antiche, profonde tracce affettive forse ho disegnato Imperia con il cuore più che con la memoria. Ho cercato anche di capire come potrà essere. Ho fatto mie le parole che una cara amica scrittrice, Gina Lagorio, che diventò quasi nostra concittadina, dedicò al nostro lembo di Liguria. La terra – scriveva – che ci ha nutrito con i suoi umori, i suoi sapori diventa sangue della nostra vita e, se siamo capaci di comunicare agli altri, diventa anche parola. Chissà se ci sono riuscito (marzo 2013).

… Quando il lavoro lascia qualche ritaglio di tempo e il sole di Liguria è un intrigante invito all’aria aperta, me ne vado a passeggio sul porto, antico amore. Questo strano porto di Oneglia… chiuso-aperto, forse unico in Italia, dove possono confondersi lavoro e tempo libero, camalli e pescatori di canna, container e tavolini di ristoranti. Passeggio, osservo e penso. Tornerà ad essere un grande porto?

… Sono memorie da tenere vive. Ogni tanto, tra superstiti di quegli anni e di quelle battaglie, le ripeschiamo, con un sorriso, un po’ triste, visti i tempi che corrono. Qualche particolare ci sfugge. Poi scatta un ricordo… chissà se esatto, perché ricordare è spesso immaginare, ma è anche bello se un po’ trasfigurato dal tempo…

… La mente ragiona sui pro e sui contro, su che cosa si poteva fare e non si è fatto, ma poi ci si lascia prendere dalla seduzione del cuore ed è tutta una nostalgia…

… Se non sufficientemente autocontrollata, la nostalgia può diventare un’aneddotica che produce solo rimpianto del bel tempo andato (perduto?)… Bisogna, però, sempre valutare con la necessaria attenzione e speranza la parte mezza piena del bicchiere, e rilevare i passi avanti che sono stati fatti e soprattutto quelli che ora potranno esserlo…

DELLO STESSO AUTORE Asterischi imperiesi (1988/2013) – Cei, 2013

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