Gina Lagorio, il controcanto della memoria

a cura di Emilia Ferrari

Prefazione di Carlo Bo

Copertina di Carlo Senesi

Foto di copertina di Pino Dell’Aquila

10,00

[ 1995 - 144 pagine ]

GINA LAGORIO, VENTI ANNI FA Era l’estate di 20 anni fa… ad un certo punto della vita ci si trova a ragionare in termini di decenni… comunque era l’estate del 1994 quando ebbi l’opportunità di conoscere da vicino la scrittrice Gina Lagorio, ricevendo da lei fiducia e confidenza nel corso di alcuni incontri nella sua casa di vacanza, minuscola e colorata, a Spotorno con spiaggia e mare fuori dalla porta. Si trattava di mettere insieme i suoi ricordi di vita per un libro che le aveva proposto di realizzare il Centro editoriale imperiese. Il libro, intitolato Il controcanto della memoria, sarebbe uscito un anno dopo, avvalendosi dell’eleganza di forma e di contenuti tipica della prosa della scrittrice. Infatti se io curai la raccolta e la sistemazione delle notizie ricavate dalle nostre conversazioni registrate, lei rivide tutto, senza ricorrere mai a censure ma uniformando e correggendo lo stile narrativo a cui teneva moltissimo. Ne Il controcanto della memoria (libro arricchito da un curriculum estremamente dettagliato e da fotografie significative del suo archivio personale) Gina Lagorio si riconosceva al punto che lo fece avere a un gruppo, selezionato con attenzione, di amici che amava e stimava. Nel libro, però, mancano gli ultimi dieci anni di vita della scrittrice che morì nel 2005, dopo avere dato alle stampe altre opere in linea con la sua ispirazione e i suoi interessi storici. Prima della malattia finale che avrebbe raccontato nel libro pubblicato postumo Capita, ho avuto modo di ricevere da lei diversi segni di amicizia, per me molto importanti, nonché tutti i suoi libri con dediche speciali. Uno dei regali di Gina Lagorio è stato un suo scritto intitolato Invito alla sosta che accompagnava un’acquaforte di Federica Galli. Formato gigante, carta lussuosa, massima cura in ogni particolare del fascicolo curato da una prestigiosa stamperia d’arte milanese con torchio a mano, tiratura in 120 esemplari numerati e personalizzati. Il testo che riporto qui permette di ritrovare il ritratto di una vera scrittrice ma soprattutto di una grande donna. (Emilia Ferrari da New Mag. n. 5/2014)

 

gina

Borgio Verezzi, 1965 – Gina Lagorio tra Camillo Sbarbaro e Angelo Barile

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