Porto Perduta Porto ritrovata

di Lorenzo Anfosso

5,00

[ 1996 - 32 pagine ]

Le onde del tempo, come quelle del mare, si susseguono con ritmi diversi. Passate le onde lunghe e possenti delle libecciate epocali degli ultimi due secoli – dalla rivoluzione francese alla seconda guerra mondiale – ora soffia un levante fresco con onde corte e rapide, che fanno dimenticare i sacrifici e le tragedie d’un tempo e, susseguendosi frenetiche, coprono il nostro passato con un futuro assillante, che lascia poco spazio al presente. Nuove lingue, nuovi costumi, nuove tecnologie sempre più frequentemente mettono alla prova la nostra comprensione del mondo. La scoperta di un’antica bitta nascosta sotto la spiaggia dei Cappuccini è stato un caso, un moto delle onde che ha spalancato un interrogativo sullo scenario millenario della città di Porto Maurizio e su di noi, abitatori e attori inconsapevoli, che ne ignoriamo i mutamenti e ogni giorno, per anni e anni, calpestiamo spiagge, strade e piazze senza sapere dove camminiamo. Tanti amici e conoscenti mi hanno aiutato in questa lunga ricerca durata circa otto anni, per capire e carpire qualche memoria della città. Forse, inconsapevolmente, abbiamo pensato che conoscere la città, l’umore dei suoi quartieri, voglia dire capire i nostri padri, le loro fatiche, le loro gioie, i loro errori, i nostri errori… l’unico modo per superare le diffidenze, in un dialogo che scavalchi il tempo, coinvolga tutti i suoi abitanti presenti, passati, futuri per migliorare la nostra vita e non temere le novità del tempo. (Lorenzo Anfosso, 1996)

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