Viaggio tra libri e ulivi

di Franco Pullia

Prefazione di Daniele La Corte

Presentazione di Attilio Mela

Copertina di Giulia Zadro

10,00

[ 1996 - 94 pagine ]

… Una personalità complessa, quella di Franco Pullia, difficile da ridurre a sintesi: una personalità magmatica almeno quanto la rubrica che cura, frutto del suo non facile vissuto, evidenziabile anche dall’autobiografismo che si legge fra le righe. Una vita costruita con le proprie mani, con dura fatica se, appena adoIescente, lo troviamo, lontano dalla sua terra e dai suoi affetti, minatore a Cave del Predil (Udine), dove alterna lavoro e letture, delusioni, sogni e speranze. Ventenne, nel 1954 a Imperia per Il servizio militare, si stabilisce nella città che oggi è la sua città di adozione, dove ha fatto notevoli esperienze di vita, di scontri, di lotte sindacali, di mete sofferte, di traguardi di prestigio, sempre frutto di impegno personale, di intelligenza, di fatiche, di rinunce. Ora, pensionato contadino, nella sua casetta fra gli ulivi di Serreta – parva sed apta mihi – cura con amore i suoi cani, le sue caprette, le galline (non so se sia arrivato l’atteso somarello) e può serenamente riflettere sulle sue esperienze facendole conoscere attraverso i suoi scritti. (Attilio Mela)

… Così Pullia parla di monocoltura per quanto riguarda la taggiasca, ma anche di risanamento del territorio con tanto di discussione sui piani paesistici e paesaggistici. Nella sua vita ha lavorato sodo ed è per questo che, dopo dura e infaticabile gavetta, era approdato, per anni, prima di andare in pensione, ai vertici del sindacato, di quella Cisl, che per più di quarant’anni è stata la sua principale ragione di vita. Franco ha scritto fiumi d’inchiostro su quei mille argomenti che ora, seppur in parte, ha messo insieme. Non è ligure, è imperiese di adozione, ma certamente più di molti liguri, di molti imperiesi, conosce la realtà di questa terra in continua lotta per uscire dall’isolamento. (Daniele La Corte)

Franco Pullia, di famiglia calabrese, ha trascorso la sua vita in Liguria; amava defginirsi autodidatta divoratore di libri e contadino. L’ulivo, Campanella, Natta, Biamonti, Boine e Calvino sono costantemente richiamati nei suoi scritti. Viaggio tra libri e ulivi, seconda parte, è stato pubblicato nel 2000.

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