Il fiore chiamato fiore della passione appartiene a piante tropicali, le passiflore, che sono distribuite principalmente nel continente americano, dagli Stati Uniti al nord del Cile e dell’Argentina, con più di 560 specie botaniche. Un limitato numero di specie si trova anche in Asia (Vietnam, Cina, Malesia, Nepal e India), in Australia e Nuova Zelanda. Le passiflore sono piante rampicanti, possiedono eleganti viticci, foglie e fiori con forme e colori di valore ornamentale. Nella corolla si trova una peculiare corona formata da una serie di filamenti colorati, da cortissimi a più lunghi dei petali, striati o bandeggiati, disposti ad anelli circolari concentrici o in alcune specie, fusi fra loro a formare un tubo. Gli organi riproduttivi maschili e femminili si trovano su una lunga colonna che si protende verso l’alto, si divide in cinque bracci che portano alle estremità le antere e dopo l’ovario termina in tre stili e tre stigmi spugnosi. L’ovario, una volta impollinato, si trasforma rapidamente in frutto, una bacca globosa che a maturazione cambia colore e racchiude i semi, immersi in un arillo gelatinoso profumato e in genere commestibile. Il Cavaliere e Commendatore dell’Ordine di Malta Giacomo Bosio (1544-1627) associa la morfologia della pianta ai segni della Passione di Cristo nel trattato La trionfante e gloriosa croce Trattato di Iacomo Bosio Lettione varia, e divota; ad ogni buon Christiano utile, e gioconda, pubblicato a Roma nel 1610. I caratteristici filamenti a modo d’una frangia, di color di sangue simboleggiano le sferze utilizzate contro Gesù Cristo. La colonna che sorregge l’ovario diventa la colonna della flagellazione, i tre stigmi a forma di chiodo i chiodi della crocifissione, mentre le cinque antere intrecciate fra loro richiamano la corona di spine. Le macchiette di color sanguigno presenti nell’operculum (calice) accennano alle cinque ferite inferte al Cristo sulla croce e la forma della foglia appuntita come un ferro di Picca ricorda la lancia con la quale è stato trafitto il costato di Gesù Cristo. Dalle parole di Giacomo Bosio si percepisce lo stupore e la meraviglia suscitata da questo esotico fiore quando scrive: «E non solamente la croce ma molti misteri della passione del Signore e Redentore nostro Gesù Cristo in alcuni fiori ci si rappresentano. Fra questi, non credo che fiore alcuno né più meraviglioso, né più stupendo si sia veduto, né veder si possa mai di quello che nasce nell’Indie del Perù e della Nuova Spagna, chiamato dagli spagnuoli “La flor del las cinco llagas”… Il granello che sta nel mezzo dal quale sorge la colonna di chiodi e la corona come detto habbiamo col tempo si va ingrossando e si converte in un frutto che dal nome della pianta anch’egli si chiama “granadillo”… E quando è maturo si mostra di color giallo tutto pinticchiato d’alcune macchie verdi. Et pieno d’un liquore di soavissimo odore che spira quasi muschio et ambra. Et è di gusto delicatissimo. Rompendosi o tagliandosi la corteccia del frutto nella punta si beve il liquor suo quasi come un uovo. Bevuto, conforta lo stomaco, aiuta la digestione; et è di buono e sano nutrimento» (dal testo originale, gentilmente reso accessibile dalla dott.ssa Valeria Maria Leonardi, Biblioteca Magistrale di Roma del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta). Arrivate nel Vecchio Mondo grazie alle rotte commerciali, alcune specie di passiflora si sono adattate a climi più temperati e sono state utilizzate da amatori e collezionisti per adornare porticati e giardini. Il valore ornamentale delle passiflore è documentato dalla presenza di un fiore di P. alata Curtis accanto a rose e tulipani nel quadro del 1811 Flower Still Life del pittore fiammingo di frutta e fiori Jan Frans van Dael (1764-1840). La passione per questo genere si diffonde rapidamente, come testimoniano i bellissimi dipinti di passiflore americane nel loro ambiente naturale, opera della illustratrice e naturalista inglese Marianne North (1830-1890), esposti nella Marianne North Gallery dei Royal Botanic Gardens di Kew, a Londra. In Italia, a Ripalta Cremasca (Cremona), nella Collezione di Rilevanza Nazionale si possono ammirare 216 piante fra specie ed ibridi di passiflora, alcuni dei quali inediti, ottenuti in più di venti anni di incroci e selezioni dal dottor Maurizio Vecchia, collezionista e grande esperto di passiflore. Nei Giardini Botanici Hanbury, a la Mortola (Ventimiglia), le passiflore furono introdotte nel 1867 da Thomas e Daniel Hanbury e fanno parte delle collezioni storiche dei Giardini (www.giardinihanbury.com). A Sanremo, presso l’Unità di Ricerca per la Floricoltura e le Specie Ornamentali del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, a partire dal 2007 è stata intrapresa una ricerca volta a collezionare specie, varietà ed ibridi di passiflora di interesse ornamentale, provenienti da diverse aree geografiche, da giardini botanici e da ibridatori privati. La collezione si colloca nell’ambito del progetto Attuazione del Trattato internazionale FAO sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura finanziato dal ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e finalizzato alla ricerca e alla sperimentazione a sostegno della raccolta, caratterizzazione e valutazione delle risorse fitogenetiche. Le piante di passiflora sono coltivate in vasi provvisti di supporti rigidi per consentire l’avvolgimento dei viticci, in una serra riscaldata in inverno e ombreggiata in estate; la collezione si può visitare durante le Giornate Porte Aperte e su appuntamento (per informazioni: dott.ssa Annalisa Giovannini* tel. 0184-694832, e-mail: annalisa.giovannini@entecra.it) Le passiflore sono piante sorprendenti, che hanno suscitato meraviglia, hanno ispirato artisti, appassionato ibridatori e collezionisti e sono straordinariamente attuali. Le specie e varietà eduli sono coltivate in tutte le zone tropicali del mondo e sfruttate a livello industriale per il mercato alimentare (frutto della passione o passion fruit) e la produzione di succhi di frutta, gelatine, marmellate etc. Le specie P. incarnata L. passion vine e P. caerulea L. blue passionflower sono utilizzate per le proprietà medicinali, sedative ed antidepressive dei loro fitocostituenti. L’olio essenziale di passiflora, estratto dai frutti aromatici, è usato per profumare saponi, bagnoschiuma o per inondare la casa di fragranza. (New Mag n. 5/2015)

* Ricercatrice di Botanica applicata all’agricoltura e all’ambiente presso il Dipartimento per lo Studio del Territorio e delle sue Risorse dell’Università di Genova.

 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi